Il
Monte Song (嵩山
Sōng Shān) è una delle cinque montagne sacre del taoismo in
Cina:
a circa 80 km dalla città di Zhengzhou
ed a 15 km a nord della città di Denfeng, nella provincia dello Henan, in Cina,
il Song Shan è alto 1.500 metri.


La
storia di Song Shan è molto ricca e interessante: la sua vicinanza a Luoyang,
la antica capitale dell’impero per nove diverse dinastie, ha reso questo monte
il posto eletto dagli imperatori per offrire sacrifici ai loro antenati ed alle
divinità. Ma la bellezza di questi luoghi ha attirato anche monaci taoisti e
buddhisti che si ritiravano in pace, seguiti dai loro discepoli, a leggere e
commentare i classici confuciani o i sutra.
Sul monte Song il paesaggio è
estremamente affascinante e i resti culturali sono numerosi: ai piedi
del monte Taishi incontriamo il tempio Zhongyue (中岳庙zhōng
yuè miào): con una superficie di 110.000 mq è il più grande e il meglio
conservato complesso architetturale di quelli delle Cinque Montagne Sacre e dal
2010 è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Costruito durante
la dinastia Han, fu ristrutturato dall’imperatore Qianlong, della dinastia Qing
nel XVIII secolo, ispirandosi allo stile architettonico della Città Proibita di
Pechino.
Ma
sicuramente una delle realtà più note collegate al monte Song è Il Monastero di Shaolin
(少林寺 – shǎo lín sì "Monastero
della Piccola foresta") uno dei più
importanti monasteri buddhisti risalente al V secolo, famoso per la
pratica della arti
marziali, che si trova appunto alle pendici del Song Shan.
Il Tempio di Shaolin fu costruito nel diciannovesimo anno del regno
dell'imperatore Xiaowen della dinastia Wei del nord (495 d.C.) con il proposito
di ospitare un eminente monaco indiano di nome Bada.
Nelle
vicinanze del tempio troviamo la Foresta
di Pagode (tǎ lín 塔林) ai piedi del monte Shaoshi: è un cimitero
monumentale, costituito da più di 240 pagoda (tombe di altrettanti abati ed
eminenti monaci che vivevano nel monastero), di varie dimensioni, costruite nel
tempo a partire dalla dinastia Tang fino al tempo dei Qing.
Secondo la tradizione nel 520 d.C.
arrivò dall'India il monaco Bodhidharma che, in solitudine, entrò in
una grotta sotto la cima Wuru e si sedette di fronte alla sua parete per nove
anni. Quando l'azione di "ricerca", ottenuta sedendosi di fronte alla
parete, fu completata la sua immagine risultò impressa nella pietra; da qui
deriva la famosa "pietra del muro cui ci si pone di fronte" e che
possiamo vedere ancora oggi. E'
difficile stabilire se la "pietra impressa con l'ombra" sia genuina o
no, ma una cosa è certa: quando Bodhidharma uscì dalla grotta, una nuova setta
buddista, vide la luce.
Song Shan può essere considerato infatti la culla del buddhismo Chan (禅宗佛教chán zōng fó jiào), [che
poi diventerà Zen in Giappone].
Dalla esperienza sul monte Song,
Bodhidharma assimilò ampiamente la quintessenza delle filosofie tradizionali
cinesi che egli integrò con la teoria buddista della comprensione allegorica
della verità. Il risultato fu la creazione della singolare dottrina del Chan
(Zen) della Cina, basata sulla ricerca e sulla crescita di se stessi sedendo in
meditazione. La sua teoria non comporta alcun libro scritto. Egli sostenne che
una persona può diventare un Buddha in un "istante di completa
comprensione". Inoltre portò riforme piuttosto radicali riguardo il
Mahayana "il veicolo maggiore per raggiungere l'illuminazione". Quando
altre sette buddiste videro il loro apogeo e, subito dopo, il loro tramonto, il
Chan ebbe una notorietà e una diffusione senza precedenti.
(per chi ne volesse sapere qualcosa
in più…: Il Buddha viene da occidente....)
Uno dei paradossi del buddhismo chan
è il Kung Fu (工夫gōng
fū, lett: abilità, capacità): visto
che il Chan, con la sua silenziosa meditazione come modo principale per la
"ricerca" aveva bisogno di essere appartato dalla vita mondana, e
visto che i seguaci Chan non si interessavano che alla realizzazione di sé,
perché dunque avrebbero dovuto esercitarsi nella spada e nella lancia e
sviluppare così il Kung Fu, che era senza dubbio una pratica di combattimento?
Alcuni considerano il Kung Fu come
una forma di stretching dopo un lungo periodo di meditazione in posizione
seduta. Alcuni pensano che i monaci, vivendo sulle montagne, avessero bisogno
del Kung Fu per difendersi dagli animali feroci; altri ancora considerano il
Kung Fu come un mezzo per acquistare longevità e buona salute. Queste
spiegazioni sembrano abbastanza ragionevoli nei loro rispettivi aspetti, ma forse
la vera ragione è che secondo la filosofia tradizionale cinese l'estrema tranquillità genera dinamicità.
Proteggere la tranquillità con il dinamico, generare la dinamica con la
tranquillità, aiutare la dinamica con la tranquillità e viceversa... tutto
questo indica la profonda comprensione del vero significato di questi fenomeni
e per tutto questo il reverendo Bodhidharma decise di uscire dalla sua grotta.
In realtà, il Kung Fu era già
altamente sviluppato ben prima che Bodhidharma arrivasse in Cina: il contributo
dato dal Chan fu che il Kung Fu, combinato con le personalità individuali, fu
gradualmente sistematizzato e perfezionato. Sebbene dunque il Kung Fu di
Shaolin non sia necessariamente l'origine dell'arte marziale cinese, il Tempio
di Shaolin merita l'onore di essere il flusso di partenza del Kung Fu mondiale.
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