
Durante i duemila anni dell’età imperiale, in Cina si sono succeduti 243 imperatori: l'unica donna a fondare la propria dinastia fu Wu Zetian: ha vissuto fino a 82 anni, ed ha regnato per ben 50 anni. La sua usurpazione, la sua prodigalità, il suo comportamento scandaloso e la sua abilità politica l’hanno resa una delle personalità più leggendarie e controverse della storia cinese.
Wu Zetian nasce a Chang’an, la capitale dell’impero, nel 627 d.C. da una famiglia di mercanti: all’età di 14 anni viene accolta nel gineceo dell’imperatore Taizong della dinastia Tang, con il grado di «concubina di talento», uno dei più bassi. Al tempo, le donne erano completamente sottomesse all’autorità maschile: non potevano andare a scuola, e nemmeno aspirare a occupare una qualche posizione in campo politico o sociale. Diversa era la condizione femminile alla corte dell’imperatore: i reperti archeologici dell’epoca mostrano donne relativamente libere, correre a cavallo in abiti maschili o giocare a polo, oppure cortigiane che vestivano abiti raffinati ed erano truccatissime. Wu scopre durante questi anni la poesia, la pittura e la danza, tuttavia, pur essendo sia attraente che intelligente, non riesce ad emergere.

Alla morte di Taizong, gli succede il figlio Gaozong, che l’accoglie nel suo gineceo. In questa nuova condizione, Wu Zetian manifesta rapidamente un'attitudine a tramare degli intrighi e un'ambizione personale non comune. Mentre il suo favore presso Gaozong aumenta, raccoglie attorno a sé dei cortigiani tra i nemici della imperatrice. Colpito da un infarto, Gaozong si appoggia ancora di più a lei: diventata una delle più influenti dame di corte, Wu si siede regolarmente al suo fianco e lo consiglia. In una documento che riassume i suoi « dodici propositi », dà prova di grande saggezza politica : preconizza un abbassamento delle tasse, incentivi a favore dell'agricoltura, l'incoraggiamento del pluralismo di opinioni.

Al di là delle sue intemperanze, anche sessuali, Luce, come imperatrice, è tuttavia diligente, perspicace e benevola. Sceglie persone di talento e le mette in posizioni importanti, incoraggia la partecipazione delle donne alla vita politica. Durante il suo regno, il paese mantiene la sua prosperità ed il popolo vive in pace, anche se spesso Luce dovrà difendere le frontiere da numerosi tentativi di invasione da parte dei popoli confinanti. Tutto il periodo dei Tang rappresenta una fase di notevole progresso nella condizione femminile, ma in particolare Luce opera perché le donne abbiano accesso all’istruzione: sono rimaste famose alcune poetesse dell’epoca. Buddista fervente, sostiene la diffusione di questa religione finanziando la costruzione di molti monasteri: il clero, riconoscente, la venera acclamandola come reincarnazione dello stesso Budda.
Gli ultimi anni del regno della imperatrice vedono però un declino della sua influenza: il suo dispendioso programma edilizio e le sue costose campagne militari di frontiera avevano svuotato il tesoro. Luce si vede costretta a rimettere il potere nelle mani dei Tang, accettando che a tempo debito il trono tocchi a suo figlio Zhongzong. Solo nel 705 però, un complotto architettato dai suoi ministri costringe l’imperatrice ad abdicare; più tardi nello stesso anno Luce si spegne.
Figura molto controversa nel giudizio degli storici, subì inizialmente la condanna per la sua usurpazione, la sua violenza, la sua prodigalità, il suo comportamento scandaloso. Più di recente i successi durante gli anni del suo regno, l’hanno invece fatta riabilitare.
Chi fosse interessato ad approfondire la vicenda umana di Wu Zetian, può leggere la biografia scritta da Shan Sa: “Imperatrice” Ed. Bompiani- MI- 2004
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