Dao De Jing

Senza uscire dalla porta di casa puoi conoscere il mondo,
senza guardare dalla finestra puoi scorgere il Dao del cielo.
Più si va lontano, meno si conosce.
Per questo il saggio senza viaggiare conosce,
senza vedere nomina, senza agire compie.
Dao De Jing, Lao Zi

giovedì 26 maggio 2011

Tra tecnologia e mito, la «Lunga Marcia» della Cina verso il «Palazzo Celeste»

Naturalmente anche la Cina vuole competere alla conquista dello spazio: al di là di ogni valutazione politica o tecnica, colpisce la “terminologia” che i vari contendenti, Stati Uniti e Unione Sovietica prima, e la Cina oggi, utilizzano per denominare i loro mezzi di conquista.

Gli americani all’ inizio hanno attinto a piene mani alla mitologia greco-romana: chi non ricorda il progetto «Apollo», i vettori «Saturn», i programmi spaziali «Mercury» e «Gemini» nomi che richiamano la potenza degli dei dell’Olimpo, per poi passare a terminologie più “casalinghe” come «Explorer», «Ranger» e «Surveyor» o «Space Shuttle» e «Columbia», ma che comunque evocano sempre lo spirito di avventura e di conquista americano.

La Russia utilizzò termini un po’ meno fantasiosi e abbastanza formali come «Est» (Восто́к, Vostok ) e poi «Sorgere del Sole» (Восход, Voskhod ) e infine «Unione» (Союз, Soyuz ) per denominare i suoi programmi spaziale, chiamò «Compagno di Viaggio» (Спутник, Sputnik) il primo satellite artificiale in orbita attorno alla Terra, seguito subito dopo dall’ «Explorer» americano; «Pace» ( Мир, Mir ) è il nome della stazione spaziale russa il cui modulo centrale è stato denominato «Stella» (Звезда, Zvezda) mentre lo shuttle russo (che non fu mai operativo) si chiamava «Buran» ( буран nome di un «Vento freddo» che soffia negli Urali)

Ma vediamo come se la sono cavata i nostri amici cinesi…


il vettore "Lunga Marcia"
Il Programma spaziale della Repubblica Popolare Cinese è iniziato nel 1956, in cooperazione con l'allora Unione Sovietica ed è proseguito poi come un programma indipendente con scopi di deterrenza nucleare dopo la crisi sino-sovietica del 1960. L'utilità dal punto di vista militare dell'uso dello spazio fu il motivo centrale per cui la Cina si imbarcò in un proprio programma spaziale. Tra gli obiettivi del programma vi erano lo sviluppo dell'aviazione cinese, la necessità di missili guidati, razzi e sistemi di difesa missilistica. Per questo i primi prodotti del programma non furono dei vettori per satelliti, ma missili balistici, come la serie dei «Vento dell’Est» ( 东风dōng fēng). Di questi solo alcuni divennero poi dei vettori prendendo il nome di «Lunga Marcia» (长征cháng zhēng). Il primo satellite cinese, denominato «L’Oriente è Rosso I°» (東方紅一號一号dōng fāng hóng yī hào), fu lanciato solo 14 anni dopo l'inizio del programma, nel 1970, rendendo la Cina il quinto paese del mondo a raggiungere lo spazio.

Dopo il “divorzio” con l’Unione Sovietica, il formalismo vetero-comunista alla «l’Oriente e Rosso» o «Lunga Marcia» lascia il posto alla poetica tradizionale della vecchia Cina.

É stata davvero lunga la marcia per il «Grande Vuoto»: questo è infatti il significato letterale della parola太空 tài kōng, che significa «spazio»; [da qui il neologismo «Taikonauti» ad indicare gli astronauti cinesi n.d.a.] I primi sforzi per inviare uomini nello spazio nell'ambito del programma spaziale cinese risalgono al 1968. Il Progetto 714 aveva come obiettivo l'invio nello spazio di due astronauti entro il 1973 a bordo di una navetta «Luce dell’Alba» (曙光Shǔ guāng). Il programma fu cancellato ufficialmente nel 1972 per motivi economici, legati probabilmente alle politiche della Rivoluzione Culturale. Un nuovo programma fu avviato nel 1978 e cancellato nel 1980. Nel 1992 fu autorizzato e finanziato il Progetto 921 [non trascurate il numero del progetto, che la dice lunga sulla determinazione del popolo cinese nel conseguire i propri obiettivi… n.d.a], un nuovo tentativo di lanciare un veicolo spaziale con equipaggio. Il programma fu chiamato: «Vascello Divino» (神舟shén zhōu) [qui c’è un abile gioco di parole, tipico della polisemia cinese, perché神州shén zhōu – che ha la stessa pronuncia- è anche un nome letterario con cui viene indicata la Cina e che significa «Terra Divina» n.d.a.].


Yang Liwei
Nell’ambito di questo programma furono effettuati quattro test senza equipaggio. Il primo nel1999, il secondo nel 2001, con a bordo un coniglio, una scimmia e un cane, il terzo e il quarto nel 2002 con equipaggio di manichini. Il successivo tentativo fu il « Vascello Divino -5», coronato da successo, che trasportò in orbita, il 15 ottobre 2003, Yang Liwei, che restò nello spazio per 21 ore. La Cina divenne la terza nazione ad inviare un uomo in orbita. Altre missioni con equipaggio sono tuttora in programma: l’ultima missione in particolare portava in orbita contemporaneamente tre membri di equipaggio ma l'obiettivo più prestigioso è stato raggiunto il secondo giorno con la realizzazione della prima passeggiata spaziale del programma cinese. La Cina è quindi la terza nazione che ha compito una passeggiata spaziale dopo l'Unione Sovietica e gli Stati Uniti.

Tutte le navette della serie « Vascello Divino » erano state progettate con strutture di attracco compatibili con la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), e tutte le piattaforme di lancio sono state collocate a latitudini appropriate per dei rendez-vous. A seguito del successo di «Vascello Divino-5» la Cina fece formale richiesta di accedere al programma ISS, ma gli Stati Uniti si opposero fermamente. La Cina ha quindi annunciato di avere intenzione di costruire una propria stazione spaziale, che prenderà il nome di «Palazzo Celeste» (天宫 tiān gōng):

Il nome «Palazzo Celeste» deriva dalla antica astrologia cinese: gli astrologi avevano diviso la sfera celeste in ventotto sezioni assegnando a ciascuna di esse una stella fissa e le avevano denominate « le 28 Case Lunari» attribuendo a ciascuna il nome di una costellazione. Le ventotto Case Lunari erano distribuite in «Quattro Palazzi Celesti» ai quali sono abbinate una direzione ed una stagione (La Tartaruga nera, La Tigre Bianca, la Fenice Rossa e il Drago Azzuro). Ogni palazzo, che prende il nome della costellazione principale, contiene sette Case Lunari, alle quali viene assegnato un nome simbolico, che rappresenta le fasi delle stagioni ed i compiti che avevano gli agricoltori nel lavorare i loro campi. La sintesi con la Scuola dei Cinque Elementi si manifestò nella necessità di integrare un simbolo aggiuntivo ai Quattro già presenti: così, legato al Centro, protetto ai Quattro Animali Celesti sta il Palazzo Centrale , in cui si raccoglie tutta l’energia del Cielo (tian) ed è la sede dell’Imperatore, il Figlio del Cielo , simboleggiato dal Drago Giallo (黃龍 huáng lóng): Al Palazzo Centrale, che ospita l’Orsa Maggiore e la Stella Polare.( vedi anche:"nel cielo cinese ci sono piu animali che stelle")

Ma i programmi della Cina sulla conquista dello spazio sono molto più ambiziosi: dal 2004 la Repubblica Popolare Cinese ha formalmente cominciato un progetto di esplorazione della Luna. La prima fase del programma lunare ha visto il lancio nel 2007 di una sonda denominata «Chang’e, Dea della Luna I°» (嫦娥一号Cháng'é yī hào) .


Infine, l’Amministrazione spaziale cinese ha annunciato un programma di esplorazione dello spazio profondo mirato alla conoscenza di Marte. L'invio di una prima sonda su Marte -denominata «Fuoco di Lucciola I°» (萤火一号yíng huǒ yī hào) - è previsto tra il 2014 ed il 2033, con una successiva fase di esplorazione umana del pianeta tra il 2040 ed il 2060.

La lucciola è un simbolo di bellezza femminile ma anche di tenacia: quest’ultima qualità viene esaltata in una delle infinite storie cinesi che racconta la vicenda di un famoso letterato Jiu Yin, che da giovane era così povero da dover studiare la notte alla luce delle lucciole: ciò nonostante superò con ottimi voti tutti gli esami… sicuramente la tenacia è una delle caratteristiche che contraddistinguono i cinesi…

Il nome della sonda lunare (Chang’è) è lo stesso di un personaggio della mitologia classica:tra i Cinesi, forse il più popolare di tutti i racconti inerenti alla festa di mezz’autunno è quello di Chang’é, la Signora della Luna.: ed ecco la sua storia.

Chang’é e suo marito Hou Yi, il prodigioso arciere, vivevano durante il regno del leggendario imperatore Yao (2000 a.C. circa). Hou Yi era un valente membro della Guardia Imperiale che maneggiava un arco magico e scoccava frecce magiche. Un giorno nel cielo apparvero dieci soli. La gente sulla terra non riusciva più sopportare il caldo e la siccità. L’imperatore decise allora di chiamare Hou Yi ordinandogli di tirare ai soli in soprannumero per eliminarli dal cielo e soccorrere così la popolazione. Facendo uso della sua abilità, Hou Yi ne abbatté nove lasciandone solo uno. La sua fama si diffuse, allora, fino giungere alla Regina Madre d’Occidente (Xi Wang Mu) nei lontani Monti Kunlun. Essa lo convocò al suo palazzo per ricompensarlo con la pillola dell’immortalità, ma avvertendolo così: "Non devi mangiare la pillola immediatamente. Prima devi prepararti per 12 mesi con la preghiera e il digiuno". Essendo un uomo diligente, egli prese a cuore il consiglio e iniziò i preparativi nascondendo, prima di tutto, a casa sua la pillola. Sfortunatamente fu chiamato d’improvviso per una missione urgente. In sua assenza, la moglie Chang’é notò una luce fioca e un dolce odore emanare da un angolo della stanza. Una volta presa la pillola nella mano, non riuscì a trattenersi dall’assaggiarla. Nel momento in cui la ingoiò la legge di gravità perse il suo potere su di lei. Poteva volare!

Non molto tempo dopo sentì suo marito ritornare e terrorizzata volò fuori della finestra. Arco e frecce in mano, Hou Yi la inseguì per mezzo cielo, ma un forte vento lo riportò a casa. Chang’é volò dritta sulla Luna , ma quando arrivò, ansimava così forte per lo sforzo compiuto, che sputò l’involucro della pillola, la quale si tramutò istantaneamente in un coniglio di giada, mentre Chang E divenne un rospo a tre zampe.

Da allora vive sulla luna respingendo le frecce magiche che il marito le tira. Hou Yi si costruì un palazzo sul sole ed essi si vedono l’un l’altro il 15° giorno di ogni mese. Chang’é e Hou Yi, simboli, rispettivamente della luna e del sole, sono divenuti espressione di yin e yang, negativo e positivo, buio e luce, femminile e maschile, ossia della dualità che governa l’universo.

Chiudo questa nota, a proposito della «Fuoco di Lucciola» - la sonda marziana - con una poesia del poeta Du Fu di epoca Tang:

Pensieri notturni

Dal bosco di bambù un fresco soffio
dolcemente penetra nella mia stanza;
i chiari raggi della luce lunare
danzano briosi nel cortile.
Le stelle scintillano qua e là nel buio,
le lucciole segnalano la loro presenza,
si chiamano più in là gli uccelli d'acqua.
Io triste penso nella dolce notte
che nel mondo tutto dipende
dall'atroce guerra più che dalla dolce pace


Riferimenti bibliografici
 il contenuto di questo post è stato ricavato da varie voci di Wikipedia

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