Esiste nella tradizione taoista dei cinque monti sacri cinesi, un secondo
Monte Heng (衡山; Héng Shān): situato a sud, nella provincia Hunan, a 100 Km dalla
capitale Changsha; è noto anche come Picco del Sud (南岳; Nán
Yuè), per distinguerlo appunto dall’altro omonimo monte sacro Heng, che però si
trova a nord, nella provincia Shanxi, che viene anche chiamato di conseguenza Picco
del Nord (北岳; Běi
Yuè). In realtà con il nome Heng Shan si identifica una catena montuosa che
comprende ben 72 vette (per una estensione di 150 Km) di cui la cima più alta è
il Picco Zhu Rong, alto 1290 m, che ospita un piccolo tempio in pietra dedicato
appunto a Zhu Rong, il dio del fuoco che, secondo la mitologia cinese, insegnò
alla umanità ad usare il fuoco. Questo Picco è sempre stato considerato il
luogo più bello da visitare e oggi, come nel passato, i turisti si affollano
sui sentieri che raggiungono la cima per ammirare il sorgere del sole. Dalla
città di Nanyue, ai piedi del picco Zhu Rong, fino in cima, bisogna percorrere
circa 15 km e lungo il sentiero sono disseminati molti templi e monumenti che
danno vita a paesaggi stupefacenti.
Come si
vede dalla immagine, anche il Monte Heng ha perso un po’ della sua sacralità
in nome del business turistico (del reso
anche noi in occidente non siamo immuni a questo tipo di sfruttamento
commerciale dei luoghi sacri…): comode navette evitano la fatica di salire il
monte a piedi e diversi hotel e fast food
assicurano cibo e riposo ai…”pellegrini”.
Una
caratteristica di questi monte è la folta vegetazione, un’altra è la presenza
delle nuvole, che talvolta coprono i picchi come un bianco drappo di seta. La
gente dice che la bellezza di questo monte è costituita per sette parti dai
picchi e dai ruscelli e per tre parti dalle nuvole.
I
l
monte Heng è un luogo sacro non solo per i taoisti ma anche per i buddhisti ed
i confuciani:
infatti
si possono visitare numerosi templi delle varie tradizioni, ben conservati, e
le iscrizioni incise sulla pietra da monaci e letterati. Nel passato la fama di
questo luogo attirò poeti e studiosi come Li Bai, Du Fu, Han Yu, Wang Wei, Fan
Chengda, Zhang Juzheng, Tan Citong, ecc., alcuni dei quali vi soggiornarono a
lungo, lasciando un gran numero di poesie e articoli, mentre altri vi rimasero
per insegnare, tenere conferenze e scrivere libri.
Ecco
come il poeta Han Yu (768 d.C.-824 d.C.) descrive il suo pellegrinaggio al
Monte Heng:
Alti si ergono i Cinque Picchi, nobili al
pari dei Tre Duchi.
Quattro disegnano un cerchio ed il Monte
Song ne è il centro.
Nella terra ove regna il fuoco, tra le
masnade di spiriti,
un solo eroe ebbe dal Cielo dono di potere
divino.
Nuvole e nebbia nascondono per metà i
fianchi del monte,
più non se ne vede la cima, ben pochi
ancora la scorgono.
Proprio d'autunno son venuto, nella
stagione delle piogge.
Il cielo è coperto, fa scuro, il bel tempo
non è che un ricordo.
Mi raccolgo in silenzio e prego come se
attendessi risposta.
Perché una preghiera sincera non dovrebbe
essere ascoltata
e perché mai non dovrebbero, fra un
istante, riemergere,
nitide, tutte le montagne?
Le vedo, d'un tratto, stagliarsi come colonne
nell'azzurro:
il Baldacchino di Porpora fiancheggia il
Pilastro del Cielo,
mentre il Granaio di Pietra s'innalza ad
emulare il Zhu Rong.
Sembra una foresta di rocce, che mi
emoziona e mi commuove.
Smonto dalla cavalcatura per visitare il
monastero.
Un viale di pini e di cedri mi conduce
rapido al tempio.
Muri e pilastri purpurei riflettono vivaci
colori.
Affreschi d'angeli e demoni sono macchie di
rosso e di blu.
Salgo i gradini e chino il capo. Offro del
vino e della frutta.
I miei sentimenti son puri, per quanto siano
miseri i doni.
Nel santuario, il vecchio monaco conosce i
voleri divini.
Mi guarda stupito, s'inchina, poi mi porge
le mezzelune per fare la divinazione,
mi mostra come si gettano e predice:
"Grande Fortuna",
malgrado le mie perplessità. Sono in esilio
tra i barbari,
in una terra desolata, ma sono pur sempre
vivo.
Gli abiti mi coprono appena. Cibo? Lo
stretto necessario.
Son quello che ha sempre lodato la virtù
della frugalità.
Diventar marchese o principe, generale,
primo ministro?
Quando mai l'ho desiderato? Se un buon dio
vuole benedirmi,
che potrebbe fare di meglio?
Passo la notte in una cella all'interno del
monastero.
La luna e le stelle occhieggiano, nascoste
dietro le nuvole,
all'appressarsi del mattino, ma, tra le
urla delle scimmie
e i rintocchi delle campane, neppure
m'accorgo dell'alba,
mentre, con tremulo brillio, spunta il sole
laggiù in oriente.
Tuttavia
il tempio il più famoso è il Grande Tempio
del Picco del Sud (南岳大庙nán yuè
dà miào) il tempio più grande di tutte le cinque montagne sacre. Costruito
inizialmente sotto la dinastia Tang (618-907 d.C.) e ristrutturato varie volte
a seguito di incendi, in epoca Qing (1644-1911) è stato oggetto di una grande
ristrutturazione a imitazione della pianta della Città Proibita di Pechino. La
gran parte dei fabbricati sopravvive tuttora, anche se durante la Rivoluzione
Culturale ha sofferto parecchi danneggiamenti e la distruzione di moltissime
tavole di pietra con iscrizioni incise e statue buddhiste. A partire dal 1980
tuttavia, è iniziato un percorso di ristrutturazione che tende a riportare gradualmente
il tempio alla sua struttura migliore.
Il tempio si estende in un’area di
quasi 100.000 mq. Lungo il suo asse principale sud-nord troviamo le nove
costruzioni principali: la Porta Lingxin, il padiglione Kuixing, la Porta
Zhengchuan, il Padiglione della Lapide Imperiale, dove c’è una copia [purtroppo
l’originale è stato distrutto durante la Rivoluzione Culturale] delle lapide
commemorativa posata dall’imperatore
Kanxi (1654-1722)
il terzo imperatore della Cina della dinastia Qing, su cui è scritto «In
memoria del rinnovamento del Tempio del Monte Heng”, su cui sono scolpiti 279
caratteri scritti dallo stesso imperatore. La prima frase dice: “Il Monte Heng
è il Pilastro Gigante nel Meridione. Corrisponde alla Stella Yu Heng, della
Orsa Maggiore ed è anche chiamato Monte della Longevità. Nella Sala Grande del tempio c’era
in origine una statua del Dio della Montagna (岳神yuè
shén) a cui nel passato tutti gli
imperatori offrivano sacrifici. Anche questa statua è stata distrutta durante
la Rivoluzione Culturale ma oggi possiamo comunque ammirarne una copia rifatta
nel 1983. Proseguendo verso nord, incontriamo la Porta Jiaying, la Torre
Imperiale, la Grande Hall, il Palazzo della Frescura e la Porta dell’Allusione
Settentrionale. Le
sculture in legno, pietra e argilla del tempio sono note come “le tre
meraviglie della Cina meridionale”. Un’altra originalità del tempio è
costituita dagli “Ottocento Draghi”, una serie unica di piccole sculture
decorative che si possono vedere sui pilastri, sulle travi, sulle gronde e sui
portali che, secondo una vecchia leggenda, costituiscono la protezione del
tempio.
A fianco del Grande Tempio, sui lati
orientale e occidentale sorgono infine otto templi taoisti ed otto templi buddhisti
che, assieme alla Torre
della Biblioteca Imperiale simboleggiano
la convergenza delle tre religioni, buddhismo, taoismo e confucianesimo o di
quelli che i cinesi chiamano più propriamente i «tre insegnamenti» [ 三 教 sān jiào]).
(leggi anche: Ma i cinesi sono religiosi?)
Il
tempio gode di grande popolarità tra i devoti: ogni anno è sede di solenni
cerimonie durante le festività e le
ricorrenze buddhiste. I pellegrini accorrono non solo dalla provincia Hunan e
Guandong, ma anche da Hong Kong e Macao e perfino dal Giappone.
Articoli correlati:
La
montagna: archetipo universale del sacro
Il
Monte Tai, l'Olimpo cinese
Il
Monte Song, culla del kung fu e dello zen
Sitografia
http://cn.hujiang.com/new/p228807/
http://www.17u.com/blog/article/224622.html
http://www.tempiodelcielo.org/modules.php?op=modload&name=coppermine&file=displayimage&pos=-1467
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